La laurea in chimica può aiutarmi a trovare lavoro?

Il chimico è un settore che offre tante opportunità di lavoro ai giovani.

Ogni anno si calcolano oltre 5000 tra stage e assunzioni. Il settore assume soprattutto i laureati in chimica.
Il valore dei corsi di laurea in chimica è confermato anche dal fatto che un quarto dei dipendenti nel settore chimico è laureato a fronte di una media negli altri settori di uno su dieci.
Ma l’industria chimica non è l’unico possibile sbocco lavorativo per i laureati in chimica, che sono richiesti anche dai settori clienti della chimica, cioè da tutti i settori industriali che vogliono migliorare l’utilizzo, la gestione e la resa dei prodotti chimici che acquistano.

È sicuramente importante pensare agli sbocchi professionali della laurea in chimica, senza però dimenticare che la scelta del corso di laurea cui iscriversi deve tener conto in primo luogo delle inclinazioni e degli interessi personali.

Quando si decide di iscriversi ad un corso di studi scientifico bisogna essere certamente consapevoli di iniziare un percorso impegnativo che però, in cambio, fornirà conoscenze, competenze, ed importanti e molteplici sbocchi lavorativi. Quindi, prima di tutto, bisogna avere motivazioni adeguate: la curiosità e l’amore per il sapere oltre al desiderio di affrontare e analizzare problemi complessi. È poi importante avere competenze generali e atteggiamenti che rendano capaci di individuare obiettivi, organizzare il lavoro, comunicare efficacemente. 

Indice

  1. Perché scegliere chimica all'università?
  2. Cosa fa il chimico?
  3. Quali sono gli sbocchi lavorativi per un chimico?
  4. Dove lavora un laureato chimico?
  5. Chimici al lavoro: una laurea, tante professioni

 

Perché scegliere chimica all'università?

Innanzitutto, occorre sapere che l'industria chimica è un'industria basata sulla scienza. Il suo compito è rendere disponibili i prodotti e le soluzioni per la qualità della vita che la scienza chimica ha scoperto e ciò comporta la necessità di avere sempre più giovani ben preparati e ricercatori che si interessano ai temi dell'innovazione in ambito chimico.

C'è poi un legame strettissimo tra scienza chimica e industria chimica: la storia di entrambe è costruita su continui scambi e interazioni, infatti le imprese chimiche sono "fatte" di chimici, nel senso che non solo nei laboratori di ricerca e analisi, ma in molte altre funzioni anche non tecniche, i chimici trovano opportunità per un lavoro appassionante.


Alcuni pareri da chi sta studiando chimica:

SARA, 22 anni.
Provenienza: liceo scientifico.
Che cosa ti ha spinto a scegliere un corso di laurea in chimica?
"La prima cosa è stata la passione per le discipline scientifiche. Ho sempre avuto un forte interesse per la matematica, la fisica, la chimica e le scienze naturali."
Che cosa ti piace di ciò che studi?
"Amo studiare gli oggetti che mi circondano, all’università ho imparato tecniche capaci di identificare gli atomi e le molecole che li compongono. Adesso so attivare le molecole e farle reagire producendo le sostanze che voglio. Mi entusiasma sapere che potrò realizzare nuovi prodotti e nuovi materiali utili all’uomo."

RUGGERO, 20 anni.
Provenienza: liceo classico.
Che cosa ti ha spinto a scegliere chimica?
"Sono un idealista, da sempre impegnato per la difesa del pianeta: dell’aria, dei mari, dei fiumi, delle foreste, faccio volontariato e ho creato un blog proprio su queste tematiche. Mi sono reso conto che la passione non basta, ma occorre sostenerla con solide competenze scientifiche anche attraverso una profonda conoscenza della chimica."
Va bene essere idealisti ma pensi che questo possa aiutarti a trovare un lavoro?
"Sono convinto che potrò riversare il mio idealismo in un’attività concreta attraverso la professione che farò. Gli sbocchi lavorativi sono numerosi, e le prospettive di impiego per chimici nei prossimi anni sono buone. Questo mi rassicura."

Cosa fa il chimico?

Il chimico crea prodotti nuovi o migliora quelli esistenti, in un’ottica di innovazione e sostenibilità, partendo dalla conoscenza della materia, attraverso processi di trasformazione.
Il grande fascino di questo mestiere risiede nella continua tensione creativa: una porta aperta sul mondo della conoscenza e della ricerca. L’industria chimica si nutre di questa capacità innovativa per questo è proiettata nel domani. Questo significa che il suo futuro è legato ai giovani chimici.

Allo stesso modo, il futuro dei giovani chimici è legato allo sviluppo dell’industria chimica. E’ quindi fondamentale che essi imparino a conoscerla, a identificare percorsi formativi che guardino alle imprese nelle quali potranno trovare un’opportunità non solo di lavoro, ma anche di crescita professionale.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per un chimico?

Oltre all’industria chimica gli sbocchi professionali per chi si laurea in chimica sono numerosi: l’agricoltura, l’alimentare, la farmaceutica, il tessile/abbigliamento, i prodotti per l’edilizia, quelli per la casa e la persona o per l’industria automobilistica, la tutela ambientale.

Ma un chimico può anche occuparsi di ricerca: biotecnologie e nanotecnologie sono la nuova frontiera così come i laboratori scientifici e le unità specializzate delle forze dell’ordine (Carabinieri del NAS, e RIS per esempio).

Ma con una laurea in chimica si può lavorare solo in una azienda chimica?

Non tutti i laureati ad indirizzo chimico lavorano nell’industria chimica. Opportunità interessanti riguardano, oltre alla chimica e alla farmaceutica, molti altri comparti industriali.

È sempre più forte - infatti - la richiesta di giovani chimici da parte dei settori clienti della chimica al fine di migliorare l’utilizzo, la gestione e la resa dei prodotti chimici. Si tratta di praticamente tutti i settori industriali tipici del Made in Italy: auto e moto, tessile e abbigliamento, alimentare, edilizia e molto altro.

Anche la sfida dell’economia circolare e della gestione responsabile delle risorse naturali richiederà sempre più competenze chimiche.

I chimici trovano prospettive di lavoro anche nei servizi, soprattutto in attività – come ad esempio la gestione ambientale e la manutenzione degli impianti – prima svolte all’interno delle imprese chimiche e ora affidate ad imprese esterne specializzate.

Inoltre, una forte richiesta di laureati in ambito chimico viene dalla Pubblica Amministrazione. Basti pensare, ad esempio, alle Aziende Sanitarie Locali o alle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale.
Ciò significa che ci sono opportunità di lavoro anche in aree geografiche in cui non c’è una forte presenza di aziende chimiche.

E per fare l’imprenditore chimico?

Molti sono gli esperti chimici che hanno scelto la strada della libera professione, aprendo laboratori, fornendo consulenze e perizie a svariate industrie, costruendosi un lavoro dinamico, innovativo e stimolante. Dunque, dopo lo studio di una scienza appassionante c’è anche la possibilità di sviluppare il proprio interesse per la chimica in attività professionali di successo, in tanti settori e in realtà diverse.

Dove lavora un laureato chimico?

Il principale sbocco professionale per i laureati in discipline chimiche è il settore chimico e farmaceutico, dove lavora il 43% del totale: ciò testimonia il rapporto per certi versi unico e privilegiato tra questa industria e la sua scienza. Esistono, però, svariate possibilità di impiego anche negli altri settori industriali utilizzatori di chimica (29%) e nei servizi privati (17%), che spesso fungono da fornitori specializzati della stessa industria chimica. Anche il settore pubblico (10%) offre diversi sbocchi lavorativi, tanto nella ricerca e nell’insegnamento quanto negli enti volti alla tutela della sicurezza e dell’ambiente (quali ATS, ARPA, etc).

Un tratto caratteristico delle occupazioni legate alla chimica è il riconoscimento del valore del titolo di studio dei laureati: infatti, tra i laureati in chimica la quota di posti di lavoro per i quali è richiesto il titolo di studio conseguito è più elevata della media (69% contro 63%).

In Italia sono presenti importanti poli chimici in diverse Regioni. Tuttavia, la distribuzione delle attività chimiche non si concentra unicamente intorno ai poli, ma risulta diffusa su tutto il territorio nazionale.  Ciò riflette la specializzazione della chimica italiana in quanto, diversamente dalla chimica di base, la chimica fine e specialistica non è caratterizzata da elevate economie di scala e, di conseguenza, non richiede necessariamente grandi impianti.

Molto significativa è la presenza dell’industria chimica nel Nord Italia (dove si concentra il 78% dell’occupazione settoriale), in particolare in Lombardia: è noto che una parte rilevante dell’industria manifatturiera italiana sia localizzata in Lombardia (24% in termini di addetti), ma tale concentrazione è assai più significativa con riferimento alla chimica (42%).

Nella scelta della sede universitaria e del corso di laurea da frequentare non è necessario fare riferimento alla distribuzione geografica delle imprese chimiche. Quello che conta infatti sono le competenze e le esperienze formative che l’università è in grado di offrire. Bisogna però essere consapevoli che, per cogliere al meglio le opportunità di lavoro offerte dall’industria chimica, potrebbe necessario trasferirsi in una città diversa da quella di origine.

Pmi: un possibile sbocco lavorativo?

In Italia, le piccole e medie imprese occupano una quota maggioritaria del totale degli addetti chimici.

In particolare, hanno un peso sull’occupazione predominante nei settori della chimica fine e delle specialità. Si tratta dei settori in cui le economie di scala sono meno importanti e gli utilizzi a valle giustificano lo sviluppo di nicchie di mercato.

Nel tempo, mentre è diminuita l’incidenza della chimica di base sull’occupazione, è cresciuta l’importanza della chimica a valle, ossia dei settori in cui si concentrano le PMI.

Pur essendo meno conosciute come possibile sbocco professionale, le PMI, non solo hanno visto incrementare il loro peso sull’occupazione chimica totale, ma hanno anche aumentato i loro addetti in termini assoluti.

Va detto che, in media, le PMI presentano una minore incidenza dei laureati e dei profili professionali più elevati. D’altro canto però esprimono una domanda crescente di giovani laureati perché, per rimanere competitive, devono innalzare il proprio patrimonio di conoscenze e aumentare il contenuto tecnologico dei prodotti.

È quindi fondamentale tenerle presenti non solo nella ricerca di un’occupazione, ma anche durante la costruzione del proprio percorso formativo e, in particolare, nel momento di scelta della tesi.

Chimici al lavoro: una laurea, tante professioni

Per un giovane laureato in discipline chimiche lavorare nell’industria chimica può significare inserirsi in aree funzionali anche molto diverse tra loro e, di conseguenza, occuparsi di attività differenti, quali ad esempio

Le opportunità sono quindi molteplici e per ogni gusto, anche qualora nella propria zona di origine o residenza non siano presenti imprese chimiche.