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Chimica e letteratura, un esperimento riuscito

Un incontro-dibattito con studenti e ricercatori ispirato a Primo Levi e al libro "Il sistema periodico". Nel testo pubblicato nel 1975 Levi ha raccontato una storia, autobiografica o di fantasia, per ogni elemento: attraverso il ferro, il piombo e il potassio viene così raccontata la vita dell’autore con un punto di vista del tutto inedito.  

Nell’aula magna Primo Levi del dipartimento di chimica dell’Università di Torino, la Società Chimica Italiana, sezione Piemonte e Valle d’Aosta, ha organizzato un incontro partendo proprio dai testi dello scrittore per raccontare come si è evoluta e si evolverà la figura del chimico di oggi. Sono stati invitati sei giovani dottorandi dei tre atenei piemontesi (Università di Torino, Politecnico e Università del Piemonte Orientale) e sei professionisti: Elisabetta Barberis, Leonardo Marchese, Guido Saracco, Bice Fubini, Antonello Nonnato e Renato Tomasso. L’incontro sarà un dialogo tra generazioni ispirato a Primo Levi, e aperto al pubblico, in cui si metteranno a fuoco i diversi punti di vista, citando libri come «Il sistema periodico», «Racconti e saggi», «l’altrui mestiere». 

«E' stata evidenziata la figura del mestiere di Levi, un “militante” con la capacità di lasciarsi meravigliare dalla sua professione - spiega Gianmario Martra, presidente della Società -. Per questo lui parla di poesia nella chimica: perché la tavola periodica ha in comune con un componimento poetico l’ordine, il ritmo e l’armonia». Come scriveva lui stesso nel 1975: «Vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi». 

Fonte: La Stampa Torino

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