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Fertilizzanti

Presentazione del settore
Il settore dei fertilizzanti, che fattura circa 1 mld di euro e rappresenta il 2% dell’intero settore chimico italiano, può essere ricondotto a due aree principali: quella delle cosiddette “commodities” quali ad esempio Urea, Solfato Ammonico ecc., dove il contenuto tecnologico dei prodotti può essere definito maturo, e quello delle specialità “specialities” dove le aziende del settore sono in grado di giocare la carta dell’innovazione.

Le tipologie dei prodotti offerte sono le seguenti:

  • concimi minerali, che rappresentano il 63% della totalità dei concimi utilizzati in Italia e il 68% circa del fatturato totale;
  • concimi organici e organo minerali, con una quota del 13% sulle quantità totali vendute e del 13% del fatturato;
  • concimi specialistici - quali prodotti idrosolubili, prodotti a rilascio controllato dei nutrienti, prodotti con effetto biostimolante – che rappresentano circa il 2% del totale, ma contribuiscono al 10% del fatturato del settore; 
  • oltre ai prodotti destinati a fornire i nutrienti alle colture, alcune aziende propongono prodotti destinati a migliorare la struttura del terreno o ad utilizzi più specialistici. E’ il caso degli ammendanti, destinati ad arricchire la dotazione di sostanza organica del terreno, dei correttivi, destinati a correggere il ph ed infine i substrati per la messa a dimora delle piantine anche ornamentali. L’insieme di queste tipologie costituiscono il 24% in termini di volume e il 9% in termini di fatturato. Fanno parte di questo gruppo tutti quei materiali di recupero (in particolare delle sostanze organiche secondarie o sottoprodotti organici - i compost) ottenuti principalmente da processi biologici piuttosto che da processi chimici di sintesi.

Nell’area delle “commodities” il panorama produttivo dei fertilizzanti si caratterizza per la presenza di poche grandi imprese nazionali, ma soprattutto internazionali, e per gli ingenti volumi di importazioni da Paesi a bassa tecnologia.
Al contrario, nel campo delle specialità le imprese italiane sono ancora in grado di mettere a disposizione degli utilizzatori prodotti all’avanguardia da utilizzare soprattutto nel settore delle colture tipiche dell’ambiente mediterraneo e che rappresentano la peculiarità dell’agroalimentare made in Italy.

Profilo delle imprese
Le imprese del settore presenti in Italia sono multinazionali, nazionali di media dimensione produttrici di commodities, ma soprattutto piccole- medie imprese specializzate nella produzione di specialities.
Le imprese detentrici di grandi impianti di produzione di ammoniaca, urea, solfato, nitrato ammonico e acido fosforico - le sostanze e i prodotti maggiormente utilizzati nella fertilizzazione - e che hanno operato fino agli anni ottanta nel nostro Paese, hanno progressivamente abbandonato quasi del tutto tali lavorazioni per ragioni di concorrenza da parte dei Paesi emergenti che possono contare soprattutto su costi dell’energia più competitivi.
Diverso è stato per le aziende che hanno concentrato il loro business sui prodotti speciali che necessitano di tecnologie più sofisticate e all’avanguardia e di strutture più snelle in grado adattarsi al meglio alle richieste del mercato.

Il mercato di utilizzo dei fertilizzanti è uniformemente distribuito su tutto il territorio nazionale con picchi nelle zone a più alta vocazione agricola quali la pianura padano-veneta. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi al 2010, il 64,9% della distribuzione dei fertilizzanti si concentra al Nord, il 14,1% al Centro e il restante 21,0% nel Sud. Essendo le materie prime (gas naturale, fosforiti, potassio) per la produzione dei fertilizzanti in larghissima misura di provenienza extra-europea, le grandi fabbriche di concimi minerali sono dislocate in prossimità della costa. Le imprese che utilizzano particolari fonti di materie prime sono invece generalmente dislocate nei comprensori dove tale materia prima è abbondante. Ad esempio, nei tre distretti italiani del cuoio (Arzignano, S.Croce, Solofra) sono concentrate le aziende che utilizzano gli scarti di tali lavorazioni quale materia prima per i concimi organici e organo-minerali come pure nel Veneto, nella Romagna e nelle Marche, dove è concentrato l’allevamento del pollame, sono presenti aziende che utilizzano le deiezioni di tali animali come materia prima per prodotti lavorati.

Tipologia di processi/prodotti
Le imprese della chimica dei fertilizzanti, sempre tenendo presente le due grandi famiglie delle commodities e delle specialities, possono essere suddivise in due grandi categorie produttive a seconda delle loro produzioni. I prodotti sono di sintesi oppure formulati: a volte queste due tipologie di processo convivono all’interno della stessa azienda.

Commodities
Fanno parte di questa famiglia i prodotti sintetizzati a partire dal metano (produzione di ammoniaca, urea, acido nitrico e nitrato ammonico), dall’acido solforico e dalle rocce fosfatiche, eventualmente combinati con sali di potassio, i fertilizzanti, semplici e/o composti, che si ottengono, possono derivare sia da un processo di sintesi che di miscelazione, a seconda della tecnologia applicata.
I processi produttivi che portano alla produzione di fertilizzanti organici sono riconducibili il più delle volte a processi biochimici, piuttosto che a vere proprie reazioni di sintesi. La stabilizzazione della sostanza organica naturale, di origine animale o vegetale, è la condizione per rendere disponibili per le colture i nutrienti contenuti in tali concimi.
Le caratteristiche dei processi produttivi delle commodities sono quindi grandi volumi, le tecnologie consolidate e la considerazione del fatto che si tratta di prodotti a specifica, vale a dire completamente descritti dalle loro caratteristiche chimico-fisiche.

Specialities
La modificazione delle proprietà di rilascio da parte dei concimi degli elementi minerali, le caratteristiche di solubilità dei preparati, le proprietà biostimolanti di alcuni composti organici sono alcune delle caratteristiche che i processi di produzione dei cosiddetti concimi specialistici si prefiggono di controllare. Si tratta di prodotti a comportamento altamente differenziati tra loro nelle rispettive categorie, ma tutti finalizzati all’ottenimento di determinate prestazioni. Le tecnologie applicate, anche qui di ordine sia chimico che biochimico/enzimatico, sono peculiari del settore e testimoniano le specificità di un comparto chimico che contribuisce alla vitalità e al successo dei prodotti made in Italy.

Addetti e opportunità per i laureati chimici
In Italia, il settore della chimica dei fertilizzanti conta poco più di mille addetti. I laureati rappresentano quasi il 10% del personale ma i laureati chimici costituiscono una minoranza in quanto il settore richiede soprattutto laureati in scienze agrarie.
Tuttavia, esistono interessanti opportunità di impiego per laureati chimici nella gestione dei processi e, anche se in misura minore, nella ricerca e nell’innovazione dove le linee di sviluppo sono indirizzate verso processi di tipo biologico.
Data la complessità degli impianti, i laureati chimici hanno una rilevanza decisiva nell’area della produzione. In questo caso, l’attenzione è più concentrata sul processo che non sul prodotto.
Non va inoltre sottovalutata l’importanza del laureato chimico nel campo analitico specifico del settore. La necessità di controllare il dosaggio degli ingredienti per la preparazione dei fertilizzanti necessita di chimici per la conduzione dei laboratori di controllo e la gestione dei sistemi qualità certificati, dove adottati. Il servizio di analisi del terreno per l’elaborazione successiva di corretti piani di concimazione in collaborazione con gli agronomi, è un altro settore proprio del chimico analitico. Per fare questo, è opportuno integrare le conoscenze chimiche con nozioni di agronomia e di economia, necessarie a valutare correttamente l’opportunità economica di sostenere un certo tipo di intervento fertilizzante.
D’altro canto, assume un’importanza crescente il contesto normativo in cui le imprese si muovono ed è quindi importante disporre di quelle conoscenze di base che consentono di saper leggere e interpretare una norma.

Per saperne di più
Assofertilizzanti è l’Associazione nazionale delle imprese dei Fertilizzanti. Il volume di affari complessivo, rappresentato da Assofertilizzanti, ammonta a circa 1.000 milioni di Euro relativo al mercato Italia e a circa 410 milioni di Euro per le importazioni. 

www.assofertilizzanti.it 

 

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