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Non solo sintesi e progettazione

Come abbiamo detto, le opportunità per i giovani laureati chimici ci sono. Esiste però il rischio che il loro profilo o le loro aspettative non corrispondano alle esigenze industriali, il che si traduce poi nella difficoltà a trovare un impiego. Nelle università italiane la chimica è insegnata in modo approfondito e si avvale di docenti validi. La formazione di base del chimico è di conseguenza più che soddisfacente. Ciò non significa, però, che non ci siano problemi.

Un primo problema riguarda le conoscenze chimiche che il sistema universitario tende a privilegiare, trascurandone altre che interessano le imprese. Alcune tra le indicazioni più importanti sono le seguenti:

  • chimici e chimici industriali spesso hanno conoscenze approfondite di sintesi, ma non hanno studiato a sufficienza la chimica delle formulazioni; la loro attenzione si focalizza sui processi continui in impianti mono-prodotto, e troppo poco su quelli discontinui in impianti multi-funzione;
  • gli ingegneri chimici sono più orientati alla progettazione degli impianti che alla loro gestione.

In particolare, è auspicabile che gli studenti cerchino, con ogni strumento a loro disposizione, di acquisire conoscenze nella chimica delle formulazioni perché:

  • la maggior parte delle imprese chimiche italiane si occupa di formulazioni;
  • si tratta delle imprese che hanno visto aumentare di più la domanda dei propri prodotti;
  • sono le imprese che assumono di più;
  • non sono affatto meno interessanti delle imprese impegnate nella sintesi chimica, nemmeno sotto l’aspetto della ricerca.

Sia ben chiaro, c’è certamente una forte domanda di chimici bravi nella sintesi ma, rispetto all’offerta disponibile, c’è ancora più necessità di chimici bravi nelle formulazioni.

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